Consensus Conference sull’Epiduroscopia
Iserlohn, Settembre/Bad Durkheim, Ottobre 1998 (Germania): un gruppo internazionale di esperti realizzava un documento intitolato “STANDARDS FOR EPIDUROSCOPY”. I partecipanti a questo gruppo di lavoro internazionale si sono trovati d’accordo sui seguenti principi generali che governano l’applicazione clinica dell’endoscopia del canale spinale.
Le basi scientifiche per queste raccomandazioni all’uso dell’epiduroscopia sono state fornite dalla letteratura specialistica disponibile e dall’esperienza clinica dei dottori: Groll, O. (Dortmund, Germany); Heavner J.E. (Lubbock, TX, USA), Kurtze, H. (Bad Durkheim, Germany), Leu H.J. (Zurich, Switzerland), Mollman, M. (Munster, Germany), Rawal N.A. (Orebro, Sweden), Saberski Lloyd, R. (New Haven, Connecticut, USA) e Schutze, G. (Iserlohn, Germany).
L’endoscopia del canale spinale o Epiduroscopia è stata definita come una indagine endoscopica percutanea dello spazio peridurale ad invasività minimale per consentire la visualizzazione a colori di strutture anatomiche presenti all’interno del canale spinale : dura madre, vasi sanguigni, tessuto connettivo, nervi, grasso e strutture patologichetra cui aderenze, fibrosi, infiammazione, e modificazioni stenotiche.
Le indicazioni generali stabilite per l’endoscopia del canale spinale sono state:
* Diagnosi e terapia delle sindromi dolorose spinali
* Oservazione della patologia e dell’anatomia
* Applicazione diretta e mirata di farmaci
* Lisi diretta di cicatrici attraverso l’uso di farmaci, dissezione atraumatica, laser ed altri strumenti
* Posizionamento di cateteri peridurali (Es.: Versacath della Epimed) e di elettrocateteri (SCS delle ditte Medtronic o ANS) per via epidurale o subaracnoidea (cateteri intratecali subaracnoidei connessi a port sottocutanei od a pompe totalmente impiantate per infusione di oppioidi o di baclofene)
* Come support oalla chirurgia mini invasiva
Treviso, Marzo 2004 (Italy): un gruppo di esperti in medicina del dolore e cultori della procedura di epiduroscopia si riuniva a Treviso per discutere sulla necessità di fissare indicazioni precise per la procedura stessa e per dare vita ad un Gruppo di Interesse Nazionale sull’Epiduroscopia sotto l’egida della WSPC (World Society of Pain Clinicians) e dell’INS (International Neuromodulation Society). Erano presenti: Alberto Alexandre (Treviso), Diego Beltrutti (Alba-Bra), Wiliam Raffaeli (Rimini), Marzia Rocco (Castelfranco Emiliano), Claudio Reverberi (Cremona), Lorenzo Pasquariello (Aosta), Fabrizio Micheli (Piacenza), Vincenzo Firetto (Torrette-Ancona), Giuliano De Carolis (Pisa), Attilio Di Donato (Roma).
Nell’occasione si evidenziava la necessità realizzare un sito come organo ufficiale del Gruppo Italiano di lavoro sull’Epiduroscopia (www.epiduroscopia.com) per dare visibilità alla tecnica ed ai Centri del Dolore associati al gruppo di interesse dando allo stesso tempo risposte chiare, qualificate e realistiche alle domande pressanti di molti pazienti.
In quell’incontro i partecipanti, dopo avere discusso sul documento di consenso internazionale sopra citato, lo approvavano all’unanimità.
Tra le necessità emerse in corso di discussione vi era quella di definire un documento di consenso informato, da adottarsi in tutti i centri, e da sottoporre ai pazienti candidati alla procedura di epiduroscopia.
Si evidenziava altresì la necessità di creare nel nostro paese momenti di formazione al fine di educare in modo appropriato coloro che fossero intenzionati ad apprendere la procedura. Ciò è tanto più pressante in quanto l’Università non prepara attualmente specialisti in Medicina del Dolore (non esiste la specialità) e queste tecniche antalgiche interventistiche non vengono prese in considerazione nè nella suola di specializzazione in Neurochirurgia nè in quella di Ortopedia nè in quella di Anestesia con indirizzo Antalgico.
Nel corso della discussione si evidenziava inoltre la necessità di limitare la formazione in epiduroscopia a colleghi provenienti da diverse aree specialistiche (anestesia – terapia del dolore, neurochirurgia, ortopedia) dotati di un curriculum professionale ed accademico congruo comprendente già il possesso di altre tecniche di terapia del dolore di tipo interventistico e l’attività lavorativa preminente nel campo del dolore.
Nel Dicembre 2004 alcuni componenti del Gruppo di Interesse Nazionale sull’Epiduroscopia davano vita al GILE (Gruppo di Lavoro Italiano sull’Epiduroscopia) che si prefigge come unico obiettivo la formazione nel settore dell’epiduroscopia tramite modalità di e-learning. Sono responsabili di questo progetto i dottori Beltrutti D. (Alba-Bra), Di Donato A. (Roma),
Pasquariello L. (Aosta), Menardo V. (Cuneo).Graz (Austria), Marzo 2006: un gruppo di clinici del dolore esperti in epiduroscopia e dotati di visibilità scientifica internazionale si sono
riuniti a Graz (Austria). Si trattava di Andreas Sandner-Kiesling (A), Günther Weber (A), Günter Schütze (D), Diego Beltrutti (I), Gerbrand J. Groen (NL), Llyod Saberski (USA). Essi davano vita alla World Initiative On Spinal Endoscopy (WISE).
Nei due giorni di lavoro il gruppo produceva un documento programmatico articolato che definiva i vari aspetti della epiduroscopia. Riporteremo in questa sede soltanto le finalità della EDS. Esse venivano fissate :
1. Strumento diagnostico
* diagnosi di patologie peridurali clinicamente rilevanti, quando il dolore può essere attribuito a strutture dello spazio peridurale (canale spinale) sulla base di dati anamnestici, esame fisico, esami di laboratorio e di imaging attuali
* biopsia per analisi istopatologiche ed istochimiche;
* test di stimolazione e provocativi (es.: elettrica, meccanica, luminosa)
2. Come strumento di supporto
* per posizionare cateteri epidurali o spinali
* per posizionare cateteri di stimolazione spinale (SCS)
* come tecnica di supporto in corso di chirurgia mini invasiva
* per asportazione di corpi estranei
3. Come strumento terapeutico
* irrigazione
* applicazione diretta di agenti terapeutici
* lisi sotto visione diretta di aderenze/tessuto cicatriziale (mecanica, farmacologia, dilatazione, laser, RF)
Il documento non si occupa solo di problemi tecnici e clinici ma anche di Controllo di Qualità. Si raccomanda fortemente che il paziente riceva materiale scritto esaustivo sulla tecnica prima di procedere alla fase di consenso.
La EDS deve fare parte di un protocollo scritto, dettagliato. Si raccomanda inoltre che la procedura sia video registrata per finalità didattiche e di medico legali.
Si suggerisce la creazione di un controllo centrale sulla procedura al fine di verificare che i vari centri si attengano alle raccomandazioni del WISE per quanto riguarda indicazioni e selezione dei pazienti. L’acquisizione di dati deve comprendere almeno: il tipo di epiduroscopio utilizzato, la quantità di fluidi somministrata, la durata della procedura, gli effetti
collaterali e le complicanze.
Il gruppo WISE richiede inoltre che un training documentato ed accreditato debba precedere ogni tentativo di eseguire un’epiduroscopia. I parametri verranno definiti in seguito anche se si guarda con attenzione a quanto attuato in Italia dalla SIMED.
Si ribadisce la necessità che l’industria produttrice di materiali per endoscopia spinale fornisca supporto economico finalizzato alla educazione e formazione al fine che il gruppo possa mantenere una indipendenza scientifica. WISE si rende disponibile per la organizzazione di corsi sui cadaveri per coloro che abbiano già una conoscenze di base nella tecnica.